Dancefloor - Orchestra di Piazza Vittorio
18 dicembre ore 18.30
Lo Quarter

Orchestra di Piazza Vittorio
con Houcine Ataa Tunisia – voce, Emanuele Bultrini Italia – chitarre
Giuseppe D’Argenzio Italia - sax tenore e soprano,
Duilio galioto Italia – pianoforte e tastiere, Ernesto Lopez Maturell Cuba - batteria
Roman Villanueva Perù – tromba, Carlos Paz Duque Ecuador - voce, flauti andini 
Pino Pecorelli Italia - basso elettrico, Raul Scebba Argentina – percussioni
Ziad Trabelsi Tunisia – voce, oud

Ritmo, balli e musica per raccontare vent’anni dello storico ensemble multietnico
Uno show dedicato al ballo, al ritmo e alla musica che supera i generi, gli stili e le nazioni, per
raccontare la storia di un’utopia diventata realtà. E’ questo Dancefloor, il nuovo concerto
dell’Orchestra di Piazza Vittorio- OPV, l’ensemble multietnico unico nel panorama
mondiale, fondato nel 2002 da Mario Tronco, con l’idea di creare un’orchestra stabile di
musicisti provenienti da diversi paesi e culture. Un progetto che ha ridefinito il concetto stesso
di World Music, ispirando decine di esperienze analoghe in Italia e nel mondo, e facendo
dell’orchestra il segno tangibile di una scommessa possibile: tenere insieme continenti
diversi, con le loro culture, i loro suoni e la loro storia.
Da questa esperienza, partita dall’ombelico di Roma, dal quartiere dell’Esquilino, sono
trascorsi quasi vent’anni, di reciproche influenze di generi musicali e complicità tra i musicisti
che hanno portato l’Orchestra a uscire dal selciato della musica per abbracciare anche altri
ambiti, passando con disinvoltura dal teatro (“Carmen”, “Il Flauto Magico”, “Il Giro Del Mondo
in 80 Minuti” e “Don Giovanni”) al cinema (Premio David di Donatello 2020 per le musiche del
film “Il Flauto Magico di Piazza Vittorio”), alla musica sacra (“Credo”).
Tutte esperienze che hanno ulteriormente arricchito e contaminato la musicalità e la poetica
dell’Orchestra, capace di spaziare fra i generi e le culture, mantenendo una propria definita
identità sonora.

DANCEFLOOR

Dancefloor” passerà in rassegna questo entusiasmante percorso, attraverso le tappe della storia di un ensemble nel frattempo diventata una formazione stabile e ormai rodatissima che, partendo dalla musica tradizionale, mischiandola e intingendola con rock, pop, reggae, e classica, ha portato in giro per i palchi e i teatri del mondo, generi e sonorità per lo più sconosciute al grande pubblico.
Il nuovo show sarà un ritorno alle origini dell’Orchestra in cui la musica, il ritmo e il ballo saranno di nuovo gli unici protagonisti. Dai paesaggi sonori dell’album “Isola di legno”, ibrido che accosta il folk al jazz, le tablas agli archi, i tamburi ai fiati, alle composizioni originali in primissima esecuzione -che faranno parte del nuovo disco in uscita in autunno-come da tradizione dell’OPV, la scaletta della serata sarà un viaggio tra Paesi, culture e linguaggi. Ci saranno le atmosfere sensuali della cumbia boliviana, con le donne che ballano alzando e muovendo a tempo i lembi della gonna; le danze berbere con i foulard dalle frange corte e coloratissime, la sacralità e ripetitività del gesto nel canto Sufi, i passi cadenzati e ritmici della musica delle Ande. Ma si ascolteranno anche certe atmosfere caratteristiche degli anni sessanta Italiani e l’impegno politico dell’Afro Beat e la scanzonata allegria del reggae arabo, in realtà inesistente come genere a sé. E ciò perché come sempre l’OPV non riproduce stili ma li reinterpreta creando un modo di fare musica che
la rende riconoscibile e unica.
“Sarà uno show in cui la musica, il ritmo e il ballo saranno di nuovo gli unici protagonisti e che rappresenta per l’Orchestra Di Piazza Vittorio un ritorno alle origini e contemporaneamente un salto nel futuro, affrontati con lo spirito fresco di un diciottenne e la consapevolezza dell’esperienza accumulata in questi anni. Siamo vicini al traguardo dei vent’anni e ci siamo chiesti, quanta gente abbiamo fatto ballare in questi anni? Nel DNA dell’OPV c’è il ballo perché il ballo muove il cuore della musica dell’OPV. Si balla per fare l’amore, per esprimere gioia, per lottare, per scandire il tempo del lavoro e anche per pregare. E sarà questo il fulcro del nuovo concerto: una curiosa pista da ballo fatta di ritmi e storie diverse”.


Mario Tronco