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Ma sei fuori!?!  -  XIV EDIZIONE

BELLA CIAO

11 dicembre 2016   Centro storico  ALGHERO

performance ROMINA DE NOVELLIS 

Bella Ciao è un’azione politica. Una performance statica che installa il corpo nello spazio metropolitano del centro storico di Alghero.

Una donna, sola, al centro della strada, seduta su una sedia durante diverse ore. Una calma apparente che sarà interrotta improvvisamente da una violenta valanga di patate che, come in una lapidazione, colpiranno il corpo della donna fino al termine del loro lancio al suolo, alla fine della strada. Saranno gli abitanti stessi di Alghero a mettere in azione il lancio delle patate.

Ciò che resta della performance, sarà una natura morta, delle patate inermi, al ciglio della strada. L’assenza del corpo lascia la traccia del tentativo di rivolta.

Bella Ciao è un tentativo incompiuto di rivolta popolare: fine delle utopie e degli ideali. Le patate, come natura morta e come fine di ogni possibilità di ribellione. Il popolo che si lascia travolgere dal tempo presente. 

La Fille Bertha​

11 dicembre - ore 18.00 Torre San Giovanni ALGHERO

 

L’artista presenterà dei lavori “finiti”, su tela e carta, i quadri indagano la tematica del dentro e del fuori, nel sottile equilibrio tra il mondo interno e quello esterno, nel conflitto tra l’essere e l’apparire.

La parte performativa dell’intervento, che coinvolgerà i presenti, vedrà l’artista realizzare un’opera (su tela o legno) in cui la presenza dell’altro inciderà sull’identità dell’opera finita, rimarcando così il rapporto tra il dentro ed il fuori nell’incontro con l’altro.

 "Mi piace pensare che il pubblico potrebbe creare uno sfondo astratto dell'opera (chiunque può farlo), in questo senso in modo inconsapevole e "cieco" rispetto a ciò che io andrò poi a fare per completare l'opera sulla base di questo incontro, tra il dentro ed il fuori, appunto, tra il sé e l'altro.”

 

Fiabe e leggende con l'asina

11 dicembre 2016 - ore 18.00 Centro storico ALGHERO

 

Fiabe e leggende in viaggio con l'asina, l'asina viaggia dal nord al sud dal''est all'ovest. Con Claudio Zanotto Contino e Geraldina La Sommaire 

Un’asinella e un contastorie s’incontrano in una performance site-specific studiata per la scenografica città di Alghero. Da molti anni l’asinella e Claudio Zanotto Contino, collaudata coppia artistica tra le meno convenzionali del panorama teatrale, raccontano in lunghe tournée attraverso stalle e spazi atipici, storie e leggende. “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi”. Queste parole di Marcel Proust ispirano dal 1995 la ricerca de I Viaggi con l’Asino, duo artistico composto da Claudio Zanotto Contino e dalla fedele asina Geraldina: insieme raccontano fiabe, leggende tradizionali. Negli ultimi anni hanno realizzato spettacoli itineranti e di lunga durata, per far vivere al pubblico la dimensione del viaggio all’aperto: appunto per guardare con altri occhi le strade che quotidianamente percorriamo.

La discesa dei giullari
Gurdulù Teatro (IT) – La Compagnie du Pingouin Quotidien (BE)

​14 e 15 dicembre 2016 - ore 18.00 Centro storico ALGHERO

parata-spettacolo con buffoni acrobati giocolieri e ciarlatani da un’idea di Maurizio Giordo

I nostri Giullari-Folletti del bosco europeo (in originalissimi e accattivanti costumi dalle tinte color terra, muschio e legno) eseguiranno una discesa-parata di forte impatto visivo, impreziosita dalle performances più coinvolgenti, bizzarre e divertenti dell’antica, sempre attuale e poliedrica arte giullaresca. Una discesa fuori dal normale, animatrice, giocosa, insomma una discesa liberatoria.
E tra un’itineranza e un’altra, sosteranno in quattro stazioni spettacolari in cui incanteranno e coinvolgeranno gli spettatori con scene di: giocoleria comica, acrobatica buffa, coreografie di danza, antichi giochi e danze popolari in cui coinvolgere gli spett-Attori. Fino ad arrivare all’ultima tappa del gran finale di effetti speciali con il fuoco e grandi bandiere. Il tutto è legato dalla narrazione in versi di Mauriziello (che mescola italiano a dialetto sardo, il francese all’inglese) il quale ricorda a tutti l’importanza della vita presente, della condivisione, della profonda leggerezza e della ciclicità dell’esistenza.

Musica Ex Machina | Sfarinati di Cereali per alimentazione umana

15 dicembre 2016 - ore 19.30 Torre San Giovanni ALGHERO

Alla riscoperta delle materie prime del fare musica

Scrivere una musica che sappia essere intensa, profonda e al contempo comprensibile e immediata. Ma anche oltrepassare gli steccati della pur meritevole tradizione tutta italiana di una musica prevalentemente vocale, affidandosi alle potenzialità e alla scommessa espressiva di una scrittura totalmente strumentale.

Queste le scommesse e i punti di forza di Musica Ex Machina, un quartetto dal sapore jazz il cui nome ci vuole ricordare come la musica possa essere l’ingrediente che risolve, la magia che dall’alto della sua suggestione regala emozioni e pensieri capaci di cambiarti la vita.

Quattro gli elementi della band: Guido Coraddu al pianoforte, Francesco Bachis tromba e flicorno, Mauro Sanna basso elettrico e Simone Sedda batteria. La loro scrittura ripercorre i generi e li travalica, gioca con ritmi e melodie. Fa del ricercare il proprio specifico modo di improvvisare e costruisce il proprio spettacolo giocando sulla semplicità della struttura ritmica e sulla scioltezza del gioco melodico.

I suoi riferimenti artistici sono grandi come Jaco Pastorius, Michel Camilo o Billy Cobham. Ma anche autori capaci di costruire brani dal perfetto funzionamento come Bach o Bartok, Villa Lobos o Chopin. Che peraltro hanno dedicato le proprie energie spesso alla rilettura delle tradizioni popolari. Il loro prossimo album, Sfarinati di cereali per alimentazione umana, è una vera e propria dichiarazione di intenti: un esortazione a tornare agli ingredienti autentici, non sofisticati del fare musica. A scommettere nuovamente sul suonare e sull’improvvisare come atto di libera e consapevole creatività.

#KOI cantando danzavamo

16 dicembre 2016 - ore 18.00 dal Porto al Forte della Maddalena ALGHERO

spettacolo/performance in maschera site specific - regia e direzione Chiara Murru; elaborazioni elettroniche installazione sonora | live set Frantziscu Medda Arrogalla

 

Un viaggio performativo tra terra, acqua, aria e fuoco in cui i performers conducono lo spettatore in un rituale sospeso nel tempo. La performance nasce da un intenso lavoro di ricerca teatrale sulle maschere dei mamuthones, realizzate da Franco Sale, iniziato nel 2008.

In #KOI cantando danzavamo il rigore delle maschere lignee si separa dal tradizionale costume e dal rito del Mamuthones, ritrovando un nuovo corpo e un inaspettato legame con gli elementi. Una performance in maschera originale, che reinterpreta la tradizione. Lo studio della maschera tradizionale unito a quello di nuove sonorità elettroniche rappresenta un elemento che “unisce” il Mediterraneo, i suoi siti, la sua storia, in un progetto che ha la Sardegna come terra d'origine.

#KOI cantando danzavamo è una performance inedita, sempre diversa, che fa dello spazio una componente imprescindibile.

<< La storia della Sardegna è una storia di invasioni, ma i sardi chi sono? da dove vengono?

I sardi piccoli, scuri, tosti, liberi, hanno caratteristiche genetiche uniche, se è vero che sono uno dei cinque genotipi dell'umanità, ma la storia dei sardi è per certi versi, la storia dell'umanità, dei suoi misteri.

Come vivere, chi o cosa ci fa morire. Essere liberi e magri o schiavi e grassi. La storia antica dei sardi è la nostra storia, del nostro genoma emotivo, la storia dell'emozione che si prova vivendo dentro l'incanto del cielo, della terra, del mare, la storia della gioia che si prova quando si canta e si balla insieme. E allora chi sono queste figure nere che penetrano silenziose nelle nostre case, che nascono dalla nostra terra, che si insinuano tra noi? >> (Prof. Claudio Bernardi, Università Cattolica – Milano)

In effige

16 dicembre 2016 - ore 19.30 Torre San Giovanni ALGHERO

progetto di Lorenzo Mori; cura di Roberta Locci; con Michela Atzeni; abito Marco Nateri

 

IN EFFIGIE mette in relazione un abito di stoffa, un luogo di rappresentazione e l’immaginazione creativa di chi lo osserva. L’abito è un involucro vuoto, senza corpo visibile; ha delle fattezze che richiamano ciò che è un abito femminile nell’immaginario infantile e fiabesco.

E’ vuoto ma occupa con la sua presenza la scena. E’ discreto e apparentemente poco ingombrante , se non fosse che, per il suo essere vuoto, si presta ad essere riempito di ogni possibile immaginario e racconto. Diviene presenza imbarazzante, famigliare, ossessione, capro espiatorio, sogno, oggetto di desiderio, nemico.

Negli occhi di chi l’osserva si delinea come personaggio e a secondo di chi l’osserva racconta una biografia di donna sempre diversa. Una biografia “astratta” poiché data con segni indecifrabili, ma “concreta” poiché incarnata dallo sguardo dello spettatore.  È un contenitore destinato a raccogliere ed essere riempito di senso e memoria. Un catalizzatore di desiderio. Un identità dipinta ad olio che non riesce a nascondere il suo “essere per la rappresentazione”, e contemporaneamente non riesce ad esserlo per colpa di quella faglia nel reale che la sua presenza – vuota – denota. A un tempo: crosta di colore rappreso, soggetto di un quadro e fantasma di stoffa. E’ una macchia, un interstizio che apre un interrogativo su ciò che comunemente definiamo “identità”. Un Habitus. Un abito che deambula in uno spazio particolarmente sensibile a recepirne la molteplice natura: oggetto di rappresentazione, forza che resiste alla dissoluzione, agglomerato di memoria, canto di Orfeo, filo da rammendo per identità stramate.

La città

17 dicembre 2016 - ore 19.00 Forte della Maddalena ALGHERO

Una performance audio/video/laser di Giancarlo Cauteruccio Krypton

 

Il progetto è il primo intervento di Teatro/Architettura in Sardegna per Giancarlo Cauteruccio. Questo primo progetto, proprio per questo, si fonda sulla necessità di interpretare attraverso la luce uno dei segni architettonici e storici più caratterizzanti della città di Alghero.

Le grandi mura che nei secoli sono state indiscutibili testimoni del rapporto tra la terra ferma e il mare, diventano adesso mura dinamiche, che, come risvegliate dalle sollecitazioni di luce, vivono una loro metamorfosi diventando così il libro aperto di un racconto sulle problematiche culturali, estetiche e filosofiche del concetto di città

Un'azione dinamica che intende mettere in relazione la natura e l'artificio, la potenza della storia e i nuovi segni del contemporaneo.

Cauteruccio, propone  una performance nella quale, attraverso le possibilità offerte dalle nuove tecnologie digitali del video mapping, del laser e del suono elettronico, si generi un forte impatto percettivo per una nuova possibile visione del luogo e un nuovo senso di appartenenza dei cittadini che assumono qui non più solo un ruolo di spettatori passivi ma diventano protagonisti dell’azione . L’immersione dei corpi nella luce dinamica del laser e del video risponde così alle recenti interrogazioni dell’arte proposta nella sfera pubblica, dove la città diventa essa stessa generatrice di immagini e narrazioni, scardinando quel meccanismo di utilizzazione dei luoghi urbani come meri contenitori passivi di eventi preconfezionati.

Un teatro di luce, questa performance, che si manifesta attraverso la danza degli elementi architettonici, la parola portatrice di evocazioni, il suono che diventa vibrazione e geometria viva del monumento continuo il quale, per una notte, muta in monumento temporaneo per celebrare un cortocircuito spazio-temporale.

Lo spazio infatti, al termine della performance, muterà in un vero e proprio ambiente di festa condotta da uno dei più innovativi e aggiornati D.J. italiani quale è Andrea Mi. 

Enzo Avitabile e i Bottari di Portico ensemble

18 dicembre 2016 - ore 18.00 Piazza Pino Piras ALGHERO


Il Conservatorio, il pop, il ritmo afro-americano, la musica antica della pastellessa e della zeza e in canto sacro. Enzo Avitabile ha vissuto nella ricerca di un suono inedito, non solamente originale ma vitale ed essenziale. Demolendo ogni sovrastruttura mercantile, ogni moda.

Queste le vere note biografiche del cantante, compositore e polistrumentista nato a Marianella, quartiere popolare di Napoli nel 1955. Da bambino, Avitabile ha studiato il sassofono; da adolescente si è esibito nei club napoletani affollati dai clienti americani. Quindi si è diplomato nella disciplina del flauto al Conservatorio e ha iniziato a collaborare con artisti pop e rock di tutto il mondo, da James Brown a Tina Turner, ma muovendosi sempre sotto un cielo assolutamente personale, mai comune.

 In un contesto internazionale Avitabile non rinuncia al patrimonio lessico/musicale della sua terra… da questo nasce il progetto con i Bottari di Portico ensemble, che fa del ritmo ancestrale la sua unica fede. Sul palco botti, tini, falci strumenti atipici diretti dal capopattuglia cadenzano antichi ritmi processionali che sono sana trance.

Una proposta innovativa in cui fonde il personale sound con la tradizione di questi percussionisti, le cui origini risalgono al XIII secolo. Il progetto, nato nel 2004, ha ottenuto quattro nomination al BBC Word Music Award.