Umbratile. Cantica - Microfratture
Teatro
18 dicembre ore 17.00
Piazza San Giovanni 

“… io sorgo impavido a solcare con l’ali l’immensità dello spazio, senza che il pregiudizio mi faccia arrestare contro le sfere celesti, la cui esistenza fu erroneamente dedotta da un falso principio, affinché fossimo come rinchiusi in un fittizio carcere e il tutto fosse costretto entro adamantine muraglie. Ma per me migliore è la mente che ha disperso ovunque quelle nubi…”

(Giordano Bruno De immenso et innumerabilibus)

 

 

 

 

Umbratile. Cantica nasce da una forte fascinazione verso le figurazioni geometriche di Giordano Bruno e ciò che esse rappresentano. La scelta di raccogliere gli “elementi di originalità” dal pensiero Bruniano deriva da almeno due premesse: l’innovazione teorica e linguistica dello stesso Giordano Bruno rispetto alla cultura sua contemporanea e la storicità degli esiti a cui questo suo pensiero innovatore lo ha condotto. Inoltre il progetto performativo, prendendo spunto dal “pensiero Rizomatico” teorizzato da Jilles Deleuze, muove la riflessione attorno all'erranza del pensiero e alle condizioni per cui questo “errare” produce forme di pensiero nuove rispetto ai paradigmi propri della cultura in cui è emerso,  indirizzando la narrazione verso la costruzione di uno spazio di relazione. In tal senso, l'opera di Giordano Bruno “De la causa, principio et uno” ha offerto importanti suggestioni atte a solcare il cammino che il pensiero segue nel suo percorso di maturazione, a partire dall'intuizione per poi passare attraverso un complesso processo di analisi e delimitazioni, e infine poter essere formalizzate da un punto di vista geometrico. Le geometrie Bruniane hanno suggerito la figurazione geometrica originale da cui prende forma la combinazione degli elementi che costituiscono la partitura della performance. La sua composizione ritmica gioca su diversi livelli di interazione tra suono, movimento e voce nella costruzione della mappatura del pensiero "nomade" e la sua rappresentazione nello spazio performativo, come una matrice da cui tutto si origina e in cui il punto diventa linea, la linea corpo, lo spazio infinito. Le linee tracciate definiscono man mano il disegno geometrico, quale contenitore di linguaggio da cui si dipana il dialogo che dalla forma interiore si sviluppa in dialogo collettivo.

 

Nella seconda parte Umbratile, Cantica diventa infatti un dispositivo partecipativo, all'interno del quale lo spettatore  coinvolto è chiamato ad attribuire a se stesso il ruolo di giocatore “che ha il coraggio di giocare veramente”, dunque anche con il corpo in presenza nel reale. Lo performance si manifesta così come luogo di relazione del corpo con lo spazio e dei corpi tra loro, dando vita ad una partitura aperta, la cui orchestrazione estemporanea è organizzata nella dimensione della pista da ballo e in cui ciascun partecipante attraverso il proprio coinvolgimento fisico e ballando al ritmo incalzante della musica del dj set, possa lanciare metaforicamente i propri concetti ed essere potenzialmente qualcosa che trasferisce agli altri le possibilità di far proprie le forme di pensiero in gioco.

Ideazione e interpretazione: Monica Serra                                                                                    

Live e Dj set: Sara Cappai, Fabio Talloru

 

Disegno sonoro: Sara Cappai, Fabio Talloru

 

Progetto di

Micro Fratture Teatro